DFF: il festival che si fa notare!

In principio fu Lazio Creativo, il contenitore ideato dalla Regione Lazio per esaltare la crescita e l’affermazione delle ecccellenze creative sul territorio. Ad individuare su Ceccano il Dieciminuti Film Festival fu Piera Detassis (giornalista, saggista e firma cinematografica tra le più apprezzate; direttore di Ciak e del Festival Internazionale del Film di Roma) che decise di mettere in luce quanto in più di un decennio l’associazione IndieGesta aveva realizzato. Poi il bando per la promozione dell’Audiovisivo (Legge Regionale n. 2 del 2012) che ha inserito il DFF tra gli eventi meritevoli di finanziamenti (non ancora erogati) per l’edizione dell’anno scorso (DFF13) e quella di quest’anno (DFF14). Prende le mosse da lì, dalla pubblicazione di Lazio Creativo del 2015, l’attenzione che la giunta Zingaretti ha iniziato a rivolgere al DFF e alla famiglia IndieGesta. Un’attenzione che non è stata occasionale e che, anzi, si è consolidata nel tempo. Un’eccezione nel cartellone cinematografico regionale dove, come è facile immaginare, la fervida attività che concentra su Roma la maggior parte, anzi la quasi totalità, degli eventi dedicati alla ‘settima arte’, segna una distanza enorme con le altre rassegne sul territorio. Quattordici edizioni del DFF hanno la coda e il prestigio che il festival, ideato e realizzato a Ceccano, ha raggiunto è sotto gli occhi di tutti, ormai.

Aver avuto Claudio Gubitosi, direttore e fondatore di Giffoni Experience, come ospite della cerimonia di apertura della 14esima edizione ci ha convinti ancora di più che l’idea di realizzare una Città del Cinema nella nostra Ceccano non solo è possibile, ma concretizzabile in breve tempo. Abbiamo scelto di offrire un’edizione che segnasse  il meglio della produzione cinematografica dell’ultimo anno. E gli attestati arrivati dal settore continuano a confermarci che abbiamo fatto la scelta giusta. Quattro le masterclass dirette da professionisti che abbiamo offerto agli studenti e che ci hanno permesso di confrontarci con la generazioni del futuro. Senza dimenticare il coinvolgimento di 700 bambini delle scuole primarie e secondarie che hanno riempito di colori e gioia il cinema Antares. Con trenta ospiti internazionali abbiamo condiviso la nostra strepitosa settimana insieme a 56 volontari, con 7 stagisti della Sapienza di Roma e 3 dell’Università di Danzica (Polonia). I numeri parlano chiaro anche in termini di contributo economico confermato alla città. Un contributo che analizzeremo nei tavoli istituzionali che ci aspettano. Il riconoscimento al nostro impegno, infatti, non è finito visto che lunedì prossimo 8 aprile il presidente della Commissione Cultura alla Regione Lazio, Pasquale Ciacciarelli, riceverà una delegazione dell’associazione IndieGesta segnando, così, un nuovo passo avanti nel percorso che con il DFF abbiamo consolidato e che trova riconoscimento e valorizzazione. 

Il presidente dell’associazione IndieGesta Alessandro Ciotoli con il direttore del Giffoni Experience Claudio Gubitosi
Le pagine dedicate al DFF nella pubblicazione Lazio Creativo (2015)
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#DFF14: un salto senza paracadute

A leap in the dark

Le sfide impossibili hanno da sempre riempito le più belle pagine della storia e della letteratura. La nostra sfida, partita lo scorso anno con il lancio di nuovi format e proseguita quest’anno con l’avvio di una proposta rivoluzionaria, ha il sapore dell’utopia. Sarà il nostro orizzonte, servirà a farci camminare sempre più spediti negli anni a venire, sarà la nostra benzina. Il DFF14 è stato tantissime cose e non è affatto semplice sintetizzarle con pochi passaggi. Abbiamo senza dubbio, con la conferenza di apertura e la presenza di Claudio Gubitosi, direttore e fondatore di Giffoni Experience, lanciato un sasso gigantesco in mezzo allo stagno, proponendo l’idea di realizzare una Città del Cinema nell’area dell’ex-Saponificio Annunziata. Abbiamo proposto al nostro pubblico (1.800 presenze circa in cinque giorni) la più bella, eterogenea e variegata selezione di cortometraggi della nostra storia, offrendo il meglio della produzione mondiale dell’ultimo anno e dando agli spettatori una visione totale della società di oggi, un aspetto di cui il cinema mainstream non si occupa quasi più. Abbiamo regalato agli studenti della nostra provincia quattro masterclass di altissimo livello, con l’apoteosi finale dei 350 bambini delle elementari che hanno riempito di affetto, di domande e di entusiasmo Christian De Vita, padre di PJ Masks. Abbiamo portato nella nostra città quasi trenta ospiti internazionali, li abbiamo coccolati, li abbiamo fatti dormire, mangiare, bere, divertirsi sul nostro territorio, e quando ieri li abbiamo riaccompagnati in stazione tutti, indistintamente, avevano gli occhi gonfi di lacrime per la gioia di aver condiviso una pazza settimana con la nostra grande famiglia allargata. Abbiamo risparmiato, grazie alla nostra campagna Plastic Free, un consumo calcolato di circa 650 kg di plastica, utilizzando semplicemente delle accortezze basilari che ognuno di noi potrebbe fare a casa senza alcun problema. Abbiamo condiviso, noi 56 volontari, con 7 stagisti della Sapienza di Roma e 3 dell’Università di Danzica (Polonia), gioie, dolori, energia, passione, risate, tutta la follia per il grande cinema e per lo stare insieme, generando una forza propulsiva che è la vera essenza del nostro festival, cosa che lo distingue da tutti gli altri, aspetto che è stato fatto notare da tutti i nostri ospiti. Abbiamo dato un contributo anche economico alla città, facendo lavorare solo fornitori locali per tutte le nostre necessità, e appena finiremo i conteggi riusciremo a dare una stima di quanto il festival abbia lasciato a Ceccano anche in termini economici, oltre che culturali e sociali. Per tutto questo, ringraziamo i nostri volontari, ringraziamo il Comune e la Provincia, ringraziamo i nostri sponsor, ringraziamo i giurati, i partecipanti del concorso, i docenti delle masterclass, gli ospiti degli incontri e delle retrospettive, gli enti con cui abbiamo collaborato (Università La Sapienza, Università di Danzica, Istituti Comprensivi Ceccano 1 e 2, Liceo Scientifico, Istituto Alberghiero, Istituto Tecnico Economico), Claudio Gubitosi e Marco Cesaro del Giffoni Experience, dove tra l’altro manderemo tre ragazzi di Ceccano in luglio come giurati Generator +13, e chiunque sia passato, anche solo per dieci minuti, dalle nostre parti. Il nostro salto senza paracadute è iniziato, siamo convinti che nel volo le nostre ali, forti di tutto l’entusiasmo accumulato, ci aiuteranno a raggiungere il grande sogno che ci siamo proposti di realizzare.

Impossible challenges have always been the protagonists of the most beautiful pages of history and literature. Last year we started our utopian challenge by creating new formats; this year we continued by launching a revolutionary proposal. It will be our horizon and our fuel, and it will make us walk even faster in the years to come. DFF14 was many beautiful things and it is not easy to briefly summarise them all. There is no doubt that we threw a huge rock in the pond when we first launched the idea of turning the area where once stood the Annunziata industry into a City of Cinema, in the presence of the director and founder of Giffoni Experience Claudio Gubitosi. We showed our audience (1800 people in five days) a diverse selection of short films – the best of last year’s international productions – which offered a complete overview of today’s society. Mainstream cinema barely touches such delicate topics anymore. We offered many students of our province the opportunity to attend four high-quality masterclasses; the peak was reached when 350 enthusiastic children from elementary school submerged Christian De Vita – the creator of PJ Masks – with questions and affection. We brought almost thirty guests from all over the world in our city: we took care of them, we provided them with accommodation, food, and drinks, but most importantly, we made sure they had a good time in Ceccano. When we drove them to the station yesterday, all of them, indistinctly had tears of joy in their eyes after such a crazy week with our big family. Thanks to our ‘Plastic Free’ campaign, we saved about 650 kg of plastic by using simple, basic niceties that everyone could easily replicate at home. All 56 of us volounteers – plus 7 trainees from La Sapienza University of Rome (Italy) and 3 from University of Gdansk (Poland) – shared pains, pleasures, energy, passion, laughter, and all the madness for cinema and being together; thus generating a driving force that is the essence of our festival. That is what makes us different from everybody else. Our guests felt that, too. We also gave an economic contribution to our city, making many local providers work for our necessities. We will give you a monetary, cultural and social estimation of how much the festival left to Ceccano as soon as possible. We would like to thank our volounteers, the Local Administration, the Province, our sponsors, the jury, the contest participants, the teachers who held masterclasses, our guests for their retrospectives and lectures, the institutions we have been collaborating with (La Sapienza University of Rome, University of Gdansk, Secondary Schools Ceccano 1 and 2, Liceo Scientifico Institute, Alberghiero Institute, Tecnico Economico Institute), Claudio Gubitosi and Marco Cesaro from Giffoni Experience – three of our volounteers will go there as Generator +13 jury members –, and whoever stopped by, even for just ten minutes. We have just taken this leap in the dark but we are convinced that our wings will support us during this flight and will help us reach the big goal we are set to achieve.

#DFF14 MIGLIOR CORTO ‘IPDENTICAL’. TUTTI I VINCITORI E LE MENZIONI

La 14esima edizione del concorso internazionale di cortometraggio Dieciminuti Film Festival si è chiusa anche quest’anno con la cerimonia di premiazione dei vincitori. Al termine della ‘cinque giorni’ che si è svolta come ogni anno al cinema teatro Antares di Ceccano sono stati assegnati i seguenti premi:

OFFICIAL SELECTION

Miglior Corto: IPDENTICAL di Marco Huertas (Spagna)

EXTRALARGE

Miglior Corto: 2ND CLASS di Jimmy Olsson (Svezia)

ANIMATIONS

Miglior Corto: INANIMATE di Lucia Bulgheroni (Italia)

DOC10

Miglior Corto: I WANT TO SEE FOR MYSELF di Fanyana Hlabangane (Sud Africa)

FUTURAMA COMPETITION

Miglior Corto ex-aequo: SPEGNI IL CELLULARE E ACCENDI IL CUORE di Gerardo Lamattina (Italia)

Miglior Corto ex-aequo: ADAM di Alyce Rogers (U.S.A.)

Altri premi:

Menzione Speciale della Giuria: FIFTEEN – QUINCE di Peiman Zekavat (GB / Perù)

Miglior Attrice: KSENIA RAPPOPORT per FAREWELL, MY LOVE! di Ksenia Rappoport (Russia)

Miglior Attore: PABLO MUÑOZ per 9 PASOS di Marisa Crespo, Moisés Romera

Miglior Sceneggiatura: LA GITA di Salvatore Allocca (Italia)

Miglior Fotografia: ULYSSES di Jorge Malpica (Messico)

Miglior Montaggio: A SIX MINUTE SHORT FILM di Georgi Kanchev (Bulgaria)

Miglior Colonna Sonora: THE NANNY di Max Miller (Autralia)

The long awaited award ceremony concludes this 14th edition of Dieciminuti Film Festival. The 14th annual ceremony was held on March 23rd at Antares Cinema in Ceccano. Below is the complete list of winners:

OFFICIAL SELECTION

Best Film: IPDENTICAL by Marco Huertas (Spain)

EXTRALARGE

Best Extralarge: 2ND CLASS by Jimmy Olsson (Sweden)

ANIMATIONS

Best Animation: INANIMATE by Lucia Bulgheroni (Italy)

DOC10

Best Documentary: I WANT TO SEE FOR MYSELF by Fanyana Hlabangane (South Africa)

FUTURAMA COMPETITION

Best Film – Futurama Competition (ex-aequo): SPEGNI IL CELLULARE E ACCENDI IL CUORE by Gerardo Lamattina (Italy)

Best Film – Futurama Competition (ex-aequo): ADAM by Alyce Rogers (USA)

Other:

Special Mention of the Jury: FIFTEEN – QUINCE by Peiman Zekavat (GB / Peru)

Best Actress: KSENIA RAPPOPORT for FAREWELL, MY LOVE! by Ksenia Rappoport (Russia)

Best Actor: PABLO MUÑOZ for 9 PASOS by Marisa Crespo and Moisés Romera (Spain)

Best Screenplay: LA GITA by Salvatore Allocca (Italy)

Best Cinematography: ULYSSES by Jorge Malpica (Mexico)

Best Editing: A SIX MINUTE SHORT FILM by Georgi Kanchev (Bulgaria)

Best Soundtrack: THE NANNY by Max Miller (Australia)

#DFF14/ Animazioni per tutti!

La magia dell’arte, ci spiega Valentina Longo, raggiunge toni poetici e ponderati nei 10 corti selezionati per la categoria Animazione.

Una riflessione sul ritorno della vita e sull’effetto che le azioni di ognuno possono avere sul prossimo in Circuit, della svizzera Delia Hess. In un piccolo mondo ideale, tutto è circolare e ogni evento segue il suo ciclo perpetuo, come ad esempio un pesce compie sempre lo stesso viaggio dalla nascita alla morte.

Si assiste ad una doppia rinascita in Cazatalentos, di José Herrera, quando un talent scout ormai dimenticato torna sulla scena con una meravigliosa ballerina di flamenco che… Non è esattamente come appare!

Una lacrima potrebbe scendere di fronte alla tenacia di un robottino in Toucher les Étoiles, di Mathilde Beaudet e Felix Caouette. La caparbietà con cui insegue il suo sogno riesce a smuovere la commozione più sincera.

“Patrick, look. It’s fake!” Questa è una delle battute della protagonista nel corto in stop motion Inanimate di Lucia Bulgheroni ed è anche la frase più indicativa: non capita tutti i giorni di accorgersi di vivere in un mondo costruito, ma quando capita…

La più profonda tenerezza è raggiunta in Vs. Santa, di Aitor Herrero e Raul Colomer. Quando si parla dei desideri dei bambini, infatti, non bisogna farsi ingannare dalle apparenze: spesso alla felicità non si può attribuire una forma unica e definita!

Joanna Polak, dalla Polonia, nel suo Wełniaki immagina un mondo fatto di lana. Mette in scena una storia divertente e originale, che cela però un significato più attuale. Il suo mondo, come quello reale, è infatti il risultato del lavoro dei suoi due abitanti e dell’amore che loro gli dedicano.

A metà strada tra il tragico e il (molto) comico è il corto Hors Piste, di Léo Brunel, Loris Cavalier, Camille Jalabert e Oscar Mallet. Uno sventurato sciatore ha un incidente in alta quota, due maldestri soccorritori arriveranno in suo aiuto. Molto apprezzato è il riferimento al film 2001: Odissea nello Spazio in una delle scene!

Macaron Love, di Chen Jun-Hao (dal Taiwan), ci mostra come un gesto inaspettato possa appianare anche una forte discussione. Basta avere un pensiero d’amore!

Inseguire un sogno e viverlo può essere difficile. L’ex astronauta in Sans Gravité, di Charline Parisot, Jérémy Cissé, Fioretta Caterina Cosmidis, Flore Allier, Maude Lamaître-Banchart e Ludovic Abraham, troverà molte difficoltà a riambientarsi nella vita di tutti i giorni dopo averlo realizzato.

Infine, Sacrées Nonnes di Anissa Beddiaf, Edwige Bellin, Lucie Fillon, Perrine Lemonnier, Zacharia Mekideche, Léa Mourad e Armelle Roy mostra in chiave umoristica il volto nascosto e controverso di chi non fa ciò che predica.

Una selezione di cui godere la visione con leggerezza, con gli occhi spensierati di un bambino, ma allo stesso tempo con lo sguardo attento a cogliere le note più importanti in mezzo alla spassosa melodia in sottofondo.

The magic of art reaches poetic and sensible tones in the ten selected animated short movies.

In Circuit, Swiss director Delia Hess gives us the chance to ponder on the return of life and the effects that one’s action can have on someone else. In a tiny ideal world, everything is circular, and every single event follows its perpetual cycle – just like a fish that keeps going on the same journey from birth until death.

José Herrera’s Cazatalentos lets us take part in a double comeback. A long-forgotten talent scout is given a second chance when he meets an astounding flamenco dancer… but things are not exactly as they seem!

One could even shed a tear while watching a tenacious robot in Toucher les Étoiles by Mathilde Beaudet and Felix Caouette. His stubbornness in following his dream has the ability to be deeply touching.

Patrick, look. It’s fake!” This is one of the main characters’ lines in Lucia Bulgheroni’s stop motion short film Inanimate. This line also seems to be the most descriptive: realising you live in an artificial world is not something that happens every day, but when it does…

It is with Aitor Herrero and Raul Colomer’s Vs. Santa that we reach the deepest kind of tenderness. Indeed, when it comes to children’s wishes, nothing is as it seems: often happiness does not have a single and definite form.

The Polish Joanna Polak imagines a woolly world in her short animation Wełniaki. She stages a funny and original story in which lies quite a modern moral. Her world, just like the real one, is actually the result of the hard work and the profound nurturing love of its two inhabitants.

Halfway between drama and comedy, Hors Piste is the short film presented by Léo Brunel, Loris Cavalier, Camille Jalabert and Oscar Mallet. An unlucky skier has a high altitude accident, and two clumsy rescuer will come to his aid. The reference to the motion picture 2001: Space Odyssey in one of the scenes deserves a special mention.

Macaron Love by Taiwanese Chen Jun-Hao demonstrates how an unexpected gesture could ease even the hardest fight. All it takes is a love gesture!

Chasing and living a dream is not as easy as it seems. Charline Parisot, Jérémy Cissé, Fioretta Caterina Cosmidis, Flore Allier, Maude Lamaître-Banchart and Ludovic Abraham are the authors behind Sans Gravité, a short animation that tells the story of a former astronaut who experiences the hardships of getting back to his everyday life after he fulfilled his dream.

Lastly, Sacrées Nonnes by Anissa Beddiaf, Edwige Bellin, Lucie Fillon, Perrine Lemonnier, Zacharia Mekideche, Léa Mourad and Armelle Roy depicts with fine humour the hidden and controversial truth of those who do not act as they preach. This selection of short pictures is one to watch both light-heartedly, as a child would do, and with a keen eye able to catch all the deepest notes scattered around the funny harmonies.

#DFF14/ Gli ‘Extra’ di qualità!

I 10 corti della sezione Extralarge, tutti della durata compresa tra i 12 e i 15 minuti, toccano senza esclusione argomenti importanti, sfruttando bene tecnica, silenzi e dialoghi in narrazioni chiare e dirette. Come ci spiega nel dettaglio Valentina Longo nella sua nota critica.

La religione e il rapporto di un’anziana fedele con la morte vengono inscritti in un paese distrutto dal terremoto in Così in Terra, di Pier Lorenzo Pisano. Un contesto già difficile di per sé, aggravato dalla perdita di qualsiasi avere e di tutta la famiglia da parte della co-protagonista, che la porta a credere che Dio abbia fatto “uno sbaglio”, e che sia compito suo “aggiustare le cose”.

Segreti e follia trovano il loro intreccio in The Nanny, dell’australiano Max Miller. Una baby-sitter dall’aspetto inquietante si prende cura di una dolcissima bambina dai genitori assenti, donandole l’affetto che loro non riescono a trasmetterle. Il colpo di scena è alle porte!

Sogni nascenti e presumibilmente irrealizzabili sono espressi in On the Border, del cinese Wei ShuJun. Protagonista un giovane di origini coreane che desidera andare in Corea per soddisfare le sue ambizioni, ostacolato dai desideri del padre e dal sistema sociale e politico chiuso in cui vive.

Sicuramente attuale e più che mai vicino alla situazione corrente in Italia è La Gita, di Salvatore Allocca. Una ragazza di colore frequenta una scuola superiore a Napoli, e aspetta con impazienza la gita a Parigi programmata con la sua classe. Tra commenti razzisti e cavilli burocratici, si dipana il ritratto di una ragazza dolce e diligente e della vita di chi è nato oltre il confine.

La regista italiana Cecilia Albertini, in collaborazione con l’attrice Francesca Inaudi, firma Labor, prodotto tra Italia e USA. Una giovane madre affronta una gravidanza surrogata, complicata da problemi al bambino non ancora nato. L’impossibilità di prendere decisioni riguardo alla sua gestazione è sottolineata dal suo silenzio durante tutto il corto, eccezion fatta per due frasi dedicate esclusivamente a suo figlio.

La Spagna del 1975 è l’ambientazione in cui s’inserisce Mi querido balón, di Gaizka Urresti. Il giorno della morte del generale Franco un gruppo eterogeneo di bambini decide di giocare a pallone in un campo. Questa è l’occasione per inscenare un teatro di bullismo da parte del figlio viziato di un politico e la ribellione del figlio di un uomo umile, che vedrà il suo riflesso nel confronto tra i due genitori. Argomento delicato narrato in modo semplice, schietto e incisivo.

Il razzismo è una piaga che affligge tutto il mondo e che spesso, purtroppo, si tramanda di padre in figlio come base ideologica. In 2ⁿᵈ class lo svedese Jimmy Olsson espone l’argomento in toni duri, eppure in maniera finalmente fresca, come si potrebbe (e si dovrebbe) spiegare a un bambino, tramite la reazione di un’insegnante di colore verso il figlio del suo aggressore.

Prabal Chakraborty è specializzato nelle differenze di genere in India. Sfrutta questa sua abilità nel corto The other half, in cui descrive per mezzo di una sorta di montaggio alternato l’opposta accoglienza a casa di due vincitori del primo premio di un importante workshop, un uomo e una donna.

In tema interculturale non manca la storia di una giovane sposa di origini arabe che vive in America mentre suo marito è gravemente ferito in Siria. Salam, di Claire Fowler, circoscrive una donna moderna e lavoratrice in un contesto urbano, in un viaggio lungo una notte che è quasi la sua personale Odissea.

Infine, dalla regista Mai Nakanishi alle prese con il suo primo cortometraggio ci arriva Hana, la storia di una baby-sitter alle prese con una bambina difficile da gestire e una madre che nasconde un segreto che scoprirà nel più inquietante dei modi. Riprendendo le tinte della tradizione horror giapponese, il corto guida lo spettatore attraverso una strada ricca di suspense che condurrà a un finale a prima vista confuso, ma più doloroso a un secondo pensiero.

Questa la raccolta di corti che fanno della loro diversità un punto di forza e che scorrono in maniera così lineare da non dare la percezione del passare del tempo.

Ten short films – between 12 and 15 minutes – make up the Extralarge section of the festival. All of them revolve around important themes by making a clever use of techniques, moments of silence and dialogues in straightforward and clear narratives.  

In a town destroyed by an earthquake, religion and the relationship between an old faithful woman and death are the main themes of Così in Terra, by Pier Lorenzo Pisano. This already challenging situation is worsened by the loss of any belonging – as well as the loss of the whole family of the co-protagonist, which leads her to think that God has “made a mistake”, resulting in her resolution to “fix everything”.

The plot of Australian Max Miller’s The Nanny is characterised by secrets and madness. A creepy-looking babysitter looks after an incredibly sweet little girl and attempts to give her the love and affection that her absent parents are not capable to give her. A turn of events is impending!

Presumably unattainable dreams are the main focus of On the Border, a short film by Chinese Wei ShuJun. The main character is a boy of Korean descent whose dream is to go to Korea to reach his goals. But his ambitions are hindered both by his father’s will and by the very narrow-minded political and social system he lives in.

Salvatore Allocca’s La Gita (The School Trip) is indeed truly relevant in regards to the present day situation of Italy. A black girl goes to school in Naples. She quivers with anticipation at the thought of the class trip to Paris. The portrait of a sweet diligent girl and the life of those who were born outside the country borders are depicted in the midst of racial slurs and bureaucratic quibbles.

Italian director Cecilia Albertini collaborates with actress Francesca Inaudi in the creation of Labor, produced between Italy and USA. A young mother deals with the complications of a surrogate pregnancy. Her struggles concerning the decisions about her gestation are underlined by her silence that characterises the whole short film, with the exceptions of two specific utterances she makes about her child.

Gaizka Urresti’s Mi Querido Balón is set in 1975 Spain. The day of General Franco’s death, a diverse group of children decides to play ball in a field. A spoiled child, son of a politician, will take this chance to bully the son of a humble man, who will refuse to play the victim. This interaction will be mirrored in the confrontation between their parents. This delicate topic is narrated in a clear, straightforward way.

Racism is an ideology that unfortunately is often passed on from father to son. In 2nd Class Swedish Jimmy Olsson condemns this issue with harsh tones but at the same time in an exceptionally spontaneous way. This is how such a sensitive topic could (and should) be explained to a child, through the simple but effective words of a teacher of color towards the son of her attacker.

Prabal Chakraborty often depicts gender issues in modern day India. This is the theme of his short film The Other Half, in which he makes a clever use of alternate montage to describe the discrepancies when a man and a woman both win the first prize at a prestigious workshop.

Multiculturalism is further explored in the story of a young bride of Arab origins who lives in the States while her husband, deployed in Syria, is seriously injured. Claire Fowler’s Salam depicts a modern working woman in a urban setting through a journey that lasts a whole night as a kind of personal Odyssey.

To conclude, Mai Nakanishi’s first short film is Hana, the story of a babysitter dealing with a problematic child and a mother who is hiding a secret that will be revealed in an upsetting scene. Clearly hinting at Japanese horror tradition, this short film will keep the audience on the edge of their seats, leading to a finale that might seem confusing at first, but on second thought is actually more painful.

Selected by the audience during the Dieci Storie Brevi contest, Giovani Italiani – exceptional short film by Alessandro Panza, featuring Federico Maria Galante – is the cherry on top of the cake. It portrays a bold and clear showcase of the stereotypes on the alleged differences between those who are born in Italy and those who, even though they were born abroad, are Italian in the bottom of their heart and are able to make a virtue of their national identity.

This collection of short films makes the point of underlining how diversity can be a strength. The flow of these stories is so linear that the passage of time is unperceivable.

#DFF14/ Ciak con i Doc10!

Il DFF14 apre le proiezioni della prima serata con i documentari, sezione che ci illustra Giuliano Pagliei:

Allafinfinfirifinfinfine (Italy) 
Paolo Villaggio, noto ai più come “Fantozzi”, si ritrae, in questo corto girato da Francesco D’Ascenzo, con lucidità e autoironia, consapevole dell’importante ruolo che ha ricoperto all’interno del cinema italiano, pur non privo di rimpianti (Fantozzi personaggio che, come sostiene, ha usato o personaggio da cui è stato inghiottitto?). Consapevolmente disilluso nei confronti delle grandi domande della vita e della religione, si confronta con le paure dei problemi fisici e mentali legati alla vecchiaia. Questo breve scorcio sulla vita di Paolo Villaggio, si rivela oggi un interessante documento biografico che precede di poco la morte del comico. 
Eli – A Portrait (Germany) 
Attraverso Lumen Nguyen, Eli mostra un coraggioso ritratto si sé. Ruolo primario nel documentario la possibilità di poter condurre lo spettatore in una realtà a lui sconosciuta o a vederne una nota sotto diversi punti di vista. Eli parla, senza sottomettersi a un senso del pudore convenzionale, del proprio rapporto con la sessualità, un rapporto ambiguo (“this decision to not make a decision”) che rifiuta ogni categorizzazione nazionale in quanto riduttiva. Vengono alternate sequenze in cui si osserva la vita quotidiana di Eli, accompagnate dalla sua voice over, ad altre Vlog, nelle quali Eli mostra e racconta i mutamenti fisici che lo interessano a seguito degli interventi cui si sottopone. L’ambiente del festival cinematografico si configura ancora una volta come il luogo ideale in cui poter sensibilizzare il pubblico verso i problemi e le dinamiche LGBT, come in passato aveva mostrato Paris is burning di Jennie Livingston. 
I Want to see for myself (South Africa) 
L’eredità di Arthur Ashe, che si batté contro le politiche di apartheid del Sud Africa, viene raccolta da Fanyana Hlabangane e mostrata attraverso le esperienze della giovane promessa del tennis Amukelani Mokone prima nell’Arthur Ashe T.C. a Soweto, sotto l’ala del suo coach Oupa Nithuping, poi all’estero. 
Il cortometraggio fa uso del montaggio parallelo per alternare fonti storiche e riprese attuali, nelle quali le inquadrature richiamano, pur non prestandosi mai ad una sovrapposizione, la presa diretta sportiva. 
My 70’s Vlog (U.K.) 
“Maybe this is technology…changing us”: con queste parole Paul Howard Allen chiude 
quest’originale Vlog anni ‘70. Un salto tecnologico nel passato verso il Super 8, il celebre formato pellicola introdotto dalla Kodak negli anni ‘60 e che dominò a lungo il mercato del video amatoriale. “Noi apparteniamo a dei dispositivi e agiamo in essi”: il pensiero del filosofo francese Gilles Deleuze viene riproposto al termine di questo breve documentario. 
Tra gli anni ‘70 e il mondo odierno si è aperto un divario, non solo tecnologico ma percettivo.
E di conseguenza è cambiato il nostro modo di comportarci. Il Vlog, il video blog, 
cinquant’anni fa non solo non sarebbe potuto esistere, non sarebbe stato concepibile. 
Tuttavia per quella bassa definizione del passato nasce oggi una sorta di rimpianto: tratto distintivo di molto cinema contemporaneo, teorizzato da Thomas Elsaesser attraverso la nozione di “tecnostalgia”, l’attribuire ad oggetti del mondo tecnologico divenuti ormai obsoleti una sorta di aura museale. “Be kind rewind” di Michel Gondry e “Super 8” di J.J.Abrams ne sono un esempio peculiare. Howard Allen fa proprio questo approccio contemporaneo alla tecnologia obsoleta declinandolo in modo originale. 
Semilla (Colombia) 
José Javier Castro Hurtado e Sebastián Orozco Betancur spiegano attraverso la propria esperienza personale nell’area rurale di Vereda Arenales, quanto sia importante prendere coscienza del problema dei rifiuti, che si estende a quello dei cambiamenti climatici e che riguarda tutta la società. È un tema al giorno d’oggi sempre più percepito e portato all’attenzione del grande pubblico dalle stesse nazioni che tentano la via di accordi internazionali ma anche dai singoli, le campagne di sensibilizzazione di Greta Thunberg hanno dato il via a quelle della cosidetta “green generation”. Anche il Dieciminuti Film Festival si muove in questa direzione: per la 14esima edizione è stata scelta una campagna di sensibilizzazione per la tutela e la difesa del territorio con la promozione di un evento “Plastic Free”.

Allafinfinfirifinfinfine (Italy)

Paolo Villaggio – widely known for his character Fantozzi – ironically and lucidly depicts himself in this short documentary by Francesco D’Ascenzo. The actor shows clarity of mind when describing his most famous role and its impact on Italian cinema – but not without regrets: was Villaggio able to portray this character or was he absorbed by it? Consciously disillusioned when it comes to the great questions of life and religion, he is forced to face those physical and mental fears that come with old age. This tiny glimpse of Villaggio’s life, filmed shortly before his demise, is an interesting memoir of the actor’s last years.

Eli – A Portrait (Germany)

Eli shows a courageous portrait of himself though Lumen Nguyen. The main aim of this documentary is to guide the spectator through an unknown reality, or at least show some aspects of it. While refusing to adopt any convention on modesty, Eli talks about his very fluid idea of sexuality, by talking about “this decision of not making a decision” – showing a rejection towards any rational label, since conventions seems to be an oversimplification. Eli’s voice accompanies images portraying his everyday life, while other scenes are characterized by Elis’ vlogs, in which he talks about the physical changes experienced after surgery.  A film festival screen is once again the ideal platform to raise awareness of LGBT issues, following the trail of Jennie Livingston’s Paris is Burning.

I Want to see for myself (South Africa)

Fanyana Hlabangane documents the legacy of the South African human rights activist Arthur Ashe through the eyes of young tennis player Amukelani Mokone, following the girl’s career at first at the Arthur Ashe Centre in Soweto with her coach Oupa Nithuping, then abroad. The short film uses parallel montages as a means to switch between historical images and more recent footage. This technique aims at mirroring the live recording of sport events.

My 70’s Vlog (U.K.)

“Maybe this is technology… changing us”: it is with these exact words that Paul Howard Allen concludes his original 70s Vlog. A jump back to the past and the Super 8 – the famous film format introduced in the 60s by Kodak, which was for so long the most popular companion among amateur filmmakers. “We belong to apparatuses, and we act within them”: this utterance expressed by the French philosopher Gilles Delouse is the moral of this short documentary. The gap between the 70s and present is not only one of technology but also one of perception. Therefore our behavior has changed as well. Fifty years ago a vlog (short for video blog) would have been not only impossible to make, but also inconceivable. Nevertheless, that kind of low-quality definition is now evoking some kind of nostalgia, which can be seen in many contemporary films, thanks to Thomas Elsaesser’s concept of “technostalgia” – meaning the attribution of a museum like quality to obsolete objects. Michel Gondry’s Be Kind Rewind and J.J Abram’s Super 8 are a perfect example of this phenomenon. Howard Allen portraits this modern approach to obsolete technology in a unique way.

Semilla (Colombia)

José Javier Castro Hurtado and Sebastián Orozco Betancur use their personal experience in the countryside area of Vereda Arenales to reiterate the importance of waste management and, more in general, climate change. This issue is brought to the attention of the public by the same nations that have been trying to reach an international agreement for so long but also by single individuals such as young activist Greta Thunberg. These awareness campaigns have paved the way for the so called “green generation”. DFF has taken quite a few steps in this direction and this year has decided to launch a plastic free campaign to renew its commitment to the safeguard of the environment.

#DFF14, gli ospiti sul palco dell’Antares

cropped-copertina-sito.pngPer la 14esima edizione del Dieciminuti Film Festival gli incontri con gli ospiti che abbiamo deciso di inserire offrono una vasta gamma di approfondimenti. Già dalla prima serata dedicata al giornalismo d’inchiesta.
Sul palco dell’Antares Marina Testa, giornalista professionista di Frosinone, intervisterà Cristina Fraddosio, tra le più coraggiose freelance oggi impegnate sul territorio nazionale. Cristina Fraddosio dal sito di Repubblica.it prima e dalle colonne de Il Fatto quotidiano dopo ha portato alla luce la protesta dei cittadini pugliesi che si sono schierati contro la realizzazione del gasdotto in Puglia e ne ha tratto un documentario che ha ricevuto diversi premi.
La chiusura della serata sarà, invece, dedicata all’esperienza del cinema nostrano con l’intervento al DFF di Luigi Imola (intervistato dalla nostra Marianna Milano), giovane attore e regista emergente, vincitore con il corto Rivalità del mini concorso Dieci Storie Brevi.
Mercoledì il festival entra nel vivo della sezione Esplorazioni con la prima delle interviste dedicate agli ospiti stranieri. Con il regista Victor Pinel scopriremo tutti i segreti della pellicola I Wish…, lavoro che ha firmato nel 2018 e che gli ha già permesso importanti riconoscimenti in diversi festival del mondo.
Più… intrigante la seconda parte della serata con Michelle Ferrari e la sua ‘rivoluzione del porno’. Sarà il critico Valerio De Simone a intervistare l’attrice sul tema delle innovazioni tecnologiche oggi adottate nell’ambito del cinema pornografico.
Giovedì 21 marzo il Dieciminuti Film Festival incontrerà il Festival delle Storie, tra gli eventi culturali più importati che ogni estate svela a scrittori, giornalisti, intellettuali di tutto il mondo la meravigliosa Valcomino. La giornalista professionista Laura Collinoli intervisterà il ‘padre’ del Festival delle Storie, Vittorio Macioce, caporedattore de Il Giornale e fondatore della rivista di cultura OMagazine. Sarà un’occasione imperdibile per provare a guardare al nostro territorio attraverso gli occhi di chi ha scelto di omaggiare la propria terra.
Tema centrale della serata di venerdì sarà la Spagna con gli incontri coordinati dalla nostra Sara Bucciarelli dedicati alle registe Raquel Troyano e Montse Bodas, all’attrice Aurora Gonzales, tutte e tre di ritorno da Roma dove, in mattinata, saranno protagoniste di un evento promosso con gli studenti de La Sapienza; chiuderà lo spazio con gli ospiti Carlota Pereda, regista di Cerdita che ha ottenuto il Premio Goya (l’equivalente del nostro ‘Donatello’) per il miglior cortometraggio.

Dieciminuti Film Festival 14 offers a wide range of insights that have been made possible by all the amazing guests that agreed to take part to the event. Day one will be entirely dedicated to investigative journalism.
The Antares stage will welcome Marina Testa – professional journalist from Frosinone – here to interview Cristina Fraddosio, one of the bravest freelancers in Italy. Cristina, who has freelanced for Repubblica.it and later for Il Fatto Quotidiano, has given a voice the citizens’ protests against the creation of a gas pipeline in Puglia. The documentary made from her inquiry has won her several awards.
The remaining of the first evening will be dedicated to Italian cinema. With Marianna Milano we will be joined on stage by Luigi Imola, up-and-coming actor and director as well as winner of the contest Dieci Storie Brevi (Ten Short Stories) with his short film Rivalità.
On Wednesday, Dieciminuti Film Festival gets to the heart of the Esplorazioni (Explorations) section with the first interview to one of our foreign guests. Together with Victor Pinel, director of I Wish…, we will unravel all the secrets of this short film that earned him significant recognition in several festivals all around the world.
The rest of the evening will have an even more intriguing twist with the actress Michelle Ferrari and her ‘porn revolution’. The critic Valerio De Simone will ask Michelle about the technological innovations that are used today in erotic cinema.
On March 21st, Dieciminuti Film Festival will meet Festival delle Storie, a cultural event that every summer gives writers, intellectuals and journalists all around the world the opportunity to discover the wonderful city of Valcomino. Professional journalist Laura Collinoli will interview the creator of Festival delle Storie Vittorio Macioce, also editor-in-chief of the paper Il Giornale as well as founder of the cultural magazine OMagazine. It will be a wonderful opportunity to try to look at our territory with the eyes of the people who chose to pay homage to their land.
Spain will be Friday night’s sole protagonist. With Sara Bucciarelli we will meet the directors Raquel Troyano and Montse Bodas and the actress Aurora Gonzales after a morning masterclass in Rome at University La Sapienza. Carlota Pereda, director of Cerdita and winner of a Goya Award for Best Short Film, will then conclude this series of insights.