#DFF14/ Gli ‘Extra’ di qualità!

I 10 corti della sezione Extralarge, tutti della durata compresa tra i 12 e i 15 minuti, toccano senza esclusione argomenti importanti, sfruttando bene tecnica, silenzi e dialoghi in narrazioni chiare e dirette. Come ci spiega nel dettaglio Valentina Longo nella sua nota critica.

La religione e il rapporto di un’anziana fedele con la morte vengono inscritti in un paese distrutto dal terremoto in Così in Terra, di Pier Lorenzo Pisano. Un contesto già difficile di per sé, aggravato dalla perdita di qualsiasi avere e di tutta la famiglia da parte della co-protagonista, che la porta a credere che Dio abbia fatto “uno sbaglio”, e che sia compito suo “aggiustare le cose”.

Segreti e follia trovano il loro intreccio in The Nanny, dell’australiano Max Miller. Una baby-sitter dall’aspetto inquietante si prende cura di una dolcissima bambina dai genitori assenti, donandole l’affetto che loro non riescono a trasmetterle. Il colpo di scena è alle porte!

Sogni nascenti e presumibilmente irrealizzabili sono espressi in On the Border, del cinese Wei ShuJun. Protagonista un giovane di origini coreane che desidera andare in Corea per soddisfare le sue ambizioni, ostacolato dai desideri del padre e dal sistema sociale e politico chiuso in cui vive.

Sicuramente attuale e più che mai vicino alla situazione corrente in Italia è La Gita, di Salvatore Allocca. Una ragazza di colore frequenta una scuola superiore a Napoli, e aspetta con impazienza la gita a Parigi programmata con la sua classe. Tra commenti razzisti e cavilli burocratici, si dipana il ritratto di una ragazza dolce e diligente e della vita di chi è nato oltre il confine.

La regista italiana Cecilia Albertini, in collaborazione con l’attrice Francesca Inaudi, firma Labor, prodotto tra Italia e USA. Una giovane madre affronta una gravidanza surrogata, complicata da problemi al bambino non ancora nato. L’impossibilità di prendere decisioni riguardo alla sua gestazione è sottolineata dal suo silenzio durante tutto il corto, eccezion fatta per due frasi dedicate esclusivamente a suo figlio.

La Spagna del 1975 è l’ambientazione in cui s’inserisce Mi querido balón, di Gaizka Urresti. Il giorno della morte del generale Franco un gruppo eterogeneo di bambini decide di giocare a pallone in un campo. Questa è l’occasione per inscenare un teatro di bullismo da parte del figlio viziato di un politico e la ribellione del figlio di un uomo umile, che vedrà il suo riflesso nel confronto tra i due genitori. Argomento delicato narrato in modo semplice, schietto e incisivo.

Il razzismo è una piaga che affligge tutto il mondo e che spesso, purtroppo, si tramanda di padre in figlio come base ideologica. In 2ⁿᵈ class lo svedese Jimmy Olsson espone l’argomento in toni duri, eppure in maniera finalmente fresca, come si potrebbe (e si dovrebbe) spiegare a un bambino, tramite la reazione di un’insegnante di colore verso il figlio del suo aggressore.

Prabal Chakraborty è specializzato nelle differenze di genere in India. Sfrutta questa sua abilità nel corto The other half, in cui descrive per mezzo di una sorta di montaggio alternato l’opposta accoglienza a casa di due vincitori del primo premio di un importante workshop, un uomo e una donna.

In tema interculturale non manca la storia di una giovane sposa di origini arabe che vive in America mentre suo marito è gravemente ferito in Siria. Salam, di Claire Fowler, circoscrive una donna moderna e lavoratrice in un contesto urbano, in un viaggio lungo una notte che è quasi la sua personale Odissea.

Infine, dalla regista Mai Nakanishi alle prese con il suo primo cortometraggio ci arriva Hana, la storia di una baby-sitter alle prese con una bambina difficile da gestire e una madre che nasconde un segreto che scoprirà nel più inquietante dei modi. Riprendendo le tinte della tradizione horror giapponese, il corto guida lo spettatore attraverso una strada ricca di suspense che condurrà a un finale a prima vista confuso, ma più doloroso a un secondo pensiero.

Questa la raccolta di corti che fanno della loro diversità un punto di forza e che scorrono in maniera così lineare da non dare la percezione del passare del tempo.

Ten short films – between 12 and 15 minutes – make up the Extralarge section of the festival. All of them revolve around important themes by making a clever use of techniques, moments of silence and dialogues in straightforward and clear narratives.  

In a town destroyed by an earthquake, religion and the relationship between an old faithful woman and death are the main themes of Così in Terra, by Pier Lorenzo Pisano. This already challenging situation is worsened by the loss of any belonging – as well as the loss of the whole family of the co-protagonist, which leads her to think that God has “made a mistake”, resulting in her resolution to “fix everything”.

The plot of Australian Max Miller’s The Nanny is characterised by secrets and madness. A creepy-looking babysitter looks after an incredibly sweet little girl and attempts to give her the love and affection that her absent parents are not capable to give her. A turn of events is impending!

Presumably unattainable dreams are the main focus of On the Border, a short film by Chinese Wei ShuJun. The main character is a boy of Korean descent whose dream is to go to Korea to reach his goals. But his ambitions are hindered both by his father’s will and by the very narrow-minded political and social system he lives in.

Salvatore Allocca’s La Gita (The School Trip) is indeed truly relevant in regards to the present day situation of Italy. A black girl goes to school in Naples. She quivers with anticipation at the thought of the class trip to Paris. The portrait of a sweet diligent girl and the life of those who were born outside the country borders are depicted in the midst of racial slurs and bureaucratic quibbles.

Italian director Cecilia Albertini collaborates with actress Francesca Inaudi in the creation of Labor, produced between Italy and USA. A young mother deals with the complications of a surrogate pregnancy. Her struggles concerning the decisions about her gestation are underlined by her silence that characterises the whole short film, with the exceptions of two specific utterances she makes about her child.

Gaizka Urresti’s Mi Querido Balón is set in 1975 Spain. The day of General Franco’s death, a diverse group of children decides to play ball in a field. A spoiled child, son of a politician, will take this chance to bully the son of a humble man, who will refuse to play the victim. This interaction will be mirrored in the confrontation between their parents. This delicate topic is narrated in a clear, straightforward way.

Racism is an ideology that unfortunately is often passed on from father to son. In 2nd Class Swedish Jimmy Olsson condemns this issue with harsh tones but at the same time in an exceptionally spontaneous way. This is how such a sensitive topic could (and should) be explained to a child, through the simple but effective words of a teacher of color towards the son of her attacker.

Prabal Chakraborty often depicts gender issues in modern day India. This is the theme of his short film The Other Half, in which he makes a clever use of alternate montage to describe the discrepancies when a man and a woman both win the first prize at a prestigious workshop.

Multiculturalism is further explored in the story of a young bride of Arab origins who lives in the States while her husband, deployed in Syria, is seriously injured. Claire Fowler’s Salam depicts a modern working woman in a urban setting through a journey that lasts a whole night as a kind of personal Odyssey.

To conclude, Mai Nakanishi’s first short film is Hana, the story of a babysitter dealing with a problematic child and a mother who is hiding a secret that will be revealed in an upsetting scene. Clearly hinting at Japanese horror tradition, this short film will keep the audience on the edge of their seats, leading to a finale that might seem confusing at first, but on second thought is actually more painful.

Selected by the audience during the Dieci Storie Brevi contest, Giovani Italiani – exceptional short film by Alessandro Panza, featuring Federico Maria Galante – is the cherry on top of the cake. It portrays a bold and clear showcase of the stereotypes on the alleged differences between those who are born in Italy and those who, even though they were born abroad, are Italian in the bottom of their heart and are able to make a virtue of their national identity.

This collection of short films makes the point of underlining how diversity can be a strength. The flow of these stories is so linear that the passage of time is unperceivable.

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